Nato nel 2007 su iniziativa dell’Associazione Atelier la Voce dell’Arte, con la collaborazione e con il supporto della Camera di Commercio del VCO e grazie all’importante contributo della Fondazione Cariplo il Premio Fedora è divenuto oggi un concorso Internazionale di composizione per opere di teatro musicale da camera di grande rilievo.
Dal 2011 il Concorso ha due sezioni, che annualmente si alternano, una sempre dedicata al teatro musicale da camera e una nuova dedicata alla danza.
Sul canale Sky Classica va in onda il documentario dedicato a Butterfly Effect, prodotto da Tones on the Stones, Premio Fedora e Classica:
Lun 22/04 ore 22.00
Mer 24/04 ore 11.10
Sab 27/04 ore 14.00
Dom 5/05 ore 9.50
Gio 9/05 ore 10.55
Mar 14/05 ore 00.25
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Questo premio è stato istituito con lo scopo di contribuire al rinnovamento del genere musicale che nel tempo sembra sia rimasto più immobile rispetto ad altre forme musicali contemporanee. Questo premio rappresenta una sfida interessante, tenendo presente che in una società musicale multistrutturata come la nostra, l’auspicio è che si ricerchi un rinnovamento coerente tra nuova forma ed evoluzione del linguaggio stesso. Vorremmo precisare che, fatta salva una necessaria imposizione riguardo le dimensioni dell’organico orchestrale, non ci saranno altre forme di limitazione: il concorso è aperto ad un ampio spettro di linguaggi e ad ogni tipo di ricerca sonora ed espressiva, utilizzando un organico di tipo sinfonico, ritmico sinfonico o totalmente alternativo. Alla luce delle partiture pervenute nelle passate edizioni, la direzione artistica e la Giuria auspicano un maggiore rinnovamento negli organici strumentali fin ora ancora piuttosto tradizionali che diano ad esempio maggiore spazio agli strumenti a fiato (ottoni specialmente) alle percussioni e a strumenti amplificati nonchè elettronici.
Il premio Fedora si apre alla danza, dedicando a questo genere di teatro musicale una specifica sezione. Il concorso ha lo scopo di favorire la creazione di un repertorio di composizioni originali espressamente create, dando nuova forza ad una tradizione ben viva fino al secolo scorso e adesso divenuta marginale; oggi i coreografi utilizzano spesso musiche non pensate specificamente per il balletto oppure pensate per stili di danza non più attuali. Il Premio “Fedora” si propone come luogo dell’unione fra nuovi linguaggi del corpo i linguaggi musicali dell’oggi. Nuove forme di interazione fra la musica e la danza sono state apprezzate e valorizzate, in un dialogo serrato fra tutte le componenti artistiche dello spettacolo.
Il Premio Fedora diventa un centro di produzione musicale ed artistica e di ricerca multimediale, collaborando con artisti locali, università e istituzioni e con organizzazione straniere; intende promuove la coproduzione di eventi e delle opere selezionate dal Concorso istituendo rapporti con altre realtà produttive internazionali.
La produzione dell’opera vincitrice 2012 verrà realizzata in co-produzione con il Teatro Coccia di Novara e ospitata dal Festival MiTo.
Giuria Premio Fedora Teatro: Louis Andriessen, Lyell Cresswell, Giovanni Bietti e Enzo Restagno.
Giuria Premio Fedora Danza: Ismael Ivo, David Lang, Giovanni Bietti, Alessandro Cipriani .
Il Premio Fedora vanta ogni anno una giuria composta dai massimi esperti di musica contemporanea. Si avvicendano così, in ogni edizione, i prestigiosi nomi di compositori, musicologi, critici e storici musicali noti per la loro eccellenza nel panorama musicale nazionale e internazionale.
L'essenza stessa del Premio Fedora è la totale apertura ad ogni forma di sperimentazione sonora, espressiva, spaziale e del linguaggio, che contribuisca al rinnovamento del teatro musicale. Proprio in ragione di questa continua sperimentazione il progetto indaga a largo spettro l’evoluzione dei linguaggi contemporanei tra cui un nuovo concetto di allestimento scenico in grado di utilizzare creazioni architettoniche e di arredamento appartenenti al design contemporaneo. A differenza dell’arte accademica, il design è riuscito a rendere accessibile a molti il contatto diretto, il possesso fisico, il tatto, con il bello e con la creatività; proprio questa forza, questa capacità di comunicazione del design può diventare di supporto al linguaggio musicale e teatrale contemporaneo che ha assoluta necessità di contestualizzarsi storicamente sia nella forma che nei contenuti.