Hanno partecipato alla III edizione del Premio Fedora 15 concorrenti ma ne sono stati ammessi 12. La Giuria da deciso di far passare alla fase finale del concorso due progetti d'opera: Airline Icarus, del compositore canadese Brian Current e Huis Clos di Marco Fusi, compositore italiano.
La Giuria presieduta da Louis Andriessen ha decretato vincitrice della III edizione del Premio Fedora l'opera Airline Icarus di Brian Current. L'opera è stata rappresentata il 29 aprile 2011.
Airline Icarus è, per definizione dello stesso autore, un’opera-oratorio: in essa confluiscono, oltre a certe caratteristiche dell’opera tradizionalmente intesa, anche aspetti propri del dramma radiofonico, che è pensato per non esser visto, e che vive solo dentro al (e grazie al) medium tecnologico. Questo particolare aspetto dell’opera, questo essere dentro la tecnologia, si pone come metafora della vicenda narrata, che è, di fatto, proprio una riflessione sul rapporto, mai scontato, fra l’essere umano e una tecnologia che egli ha sì creato come risposta ai suoi limiti e alla sua insoddisfazione, ma che gli rimane per tanti versi inconoscibile.
L’opera, un po’ sortilegio, un po’ narrazione, racconta di personaggi chiusi nella loro solitudine e i cui desideri, destinati a restare inappagati perché non comunicati, non fanno altro che generare una tensione crescente che provocherà conseguenze significative ed evidenti.
La musica (scritta per quattro voci soliste principali, una opzionale, piccolo coro, piccola orchestra e dispositivi elettronici) si fa carico di rendere metaforicamente, con i mezzi a lei propri, tutto questo, nonché il senso di continua ascesa implicito nell’argomento. Il colore dell’orchestra si fa inesorabilmente più luminoso, e la tessitura della partitura più acuta, mano a mano che la vicenda avanza.
Un ruolo importante nella scrittura di Current è dato da quello che egli definisce “tempo inclinato”, ossia un effetto di inesauribile tendenza della musica ad accelerare fino a perdersi nell’indistinto; un effetto che contribuisce a dare ulteriore evidenza al senso di inappagamento di cui i personaggi soffrono.
Quella di Airline Icarus è una musica assai plastica, caratterizzata da grandi gesti, nei quali anche i sobri interventi dell’elettronica hanno un ruolo importante; è una musica che non si limita a commentare il libretto e a vestirlo di note, bensì ne rende esplicita l’essenza ultima, ovvero la tensione dei personaggi, che è la stessa di Icaro. E che è anche nostra, di noi che siamo sempre trascinati verso qualcosa di diverso, di distante, che abbiamo l’ambizione di raggiungere altro, fino a restarne sopraffatti.
Airline Icarus fa capire con chiarezza che il mito ha ancora molto da dirci, e il suo potere risiede nella capacità che esso ha di invitarci a riconsiderare noi stessi. Guardando altrove.